crowdsourcing

Hai bisogno di un creativo? Prova con il crowdsourcing!

Sempre più aziende, alcune delle quali del calibro di Coca-Cola, Google, Apple, Toyota, si affidano al crowdsourcing per la realizzazione di lavori, progetti o per alcune consulenze. Il crowdsourcing, parola inglese formata da crowd (folla) e outsourcing (esternalizzazione di parte delle proprie attività lavorative) è un modello economico basato sulla condivisione di conoscenze su larga scala per l’ideazione, lo sviluppo e la realizzazione di progetti lavorativi. Grazie alla rete e agli strumenti che Internet ha messo a disposizione, un’azienda, un’istituzione o un ente possono oggi affidare un progetto (o parte di esso) ad uno o più esperti che collaborano a distanza, con la possibilità di creare gare e battaglie tra i creativi di tutto il mondo.

Tra i portali più conosciuti ed utilizzati per il collegamento tra imprese, freelancer e creativi, possiamo annoverare:

  • Freelancer, con oltre otto milioni di iscritti, e differenti tipologie di professionisti, dal marketeer al grafico, dal programmatore web al web content manager, qui un'azienda può trovare esattamente quello che stava cercando. Basta inserire una descrizione del progetto e il budget a disposizione, e nel giro di poche ore inizieranno ad arrivare proposte e richieste di contatto da parte degli iscritti della piattaforma.
  • Zooppa, una delle community più giovani e attive del panorama del crowdsourcing creativo. Il portale si compone di due sezioni principali: una rivolta ai creativi e un'altra rivolta alle aziende alla ricerca di lavoratori. Qui le aziende potranno inserire progetti specifici, corredati di budget, a cui i creativi risponderanno in una sorta di contest.
  • 99designs, piattaforma perfetta per chi è alla ricerca di un nuovo logo o di una nuova identità visiva.
  • CrowdSPRING, piattaforma utile per chi è alla ricerca di un logo ma anche di un piano marketing completo.
  • DesignCrowd, dove è possibile mettersi in contatto non solo con freelance ma anche con veri e propri studi di creativi, pronti a mettere a disposizione le loro professionalità e capaci di andare incontro ad ogni esigenza del cliente.
  • LogoMyWay, dove cercare grafici e creativi cui chiedere un nuovo logo per la propria società o una nuova grafica per i biglietti da visita.
  • Hatchwise, che raccoglie migliaia di grafici e migliaia di copywriter.
  • UserFarm, se si ha bisogno di abili montatori e video maker.
  • AddLance, tra le prime piattaforme nate in Italia, dove aziende e freelancer si incontrano e valutano a vicenda.
  • Twago, con oltre 270mila professionisti registrati (da tutto il mondo, Italia compresa), 70mila progetti pubblicati e un giro d'affari che ha già superato i 300 milioni di euro (ed è molto vicino ai 400 milioni).
  • Starbytes,  nella quale i creativi saranno chiamati a rispondere non solo con un'offerta economica, ma con progetto (grafico e non solo) che risponda alle direttive date dall'inserzionista. L'azienda, in questo modo, potrà già avere un'idea di quello che sarà il lavoro definitivo e non si affiderà a scatola chiusa al creativo, affidandosi esclusivamente all'offerta economica.
  • PeoplePerHourdove è possibile trovare ingaggi di ogni tipo: da lavori di breve durata che permettono di guadagnare qualche decina di sterline (il portale ha base in Gran Bretagna) a progetti più complessi che richiedono giorni e settimane di lavoro per essere portati a termine.

Insomma, le scelte e le possibilità sono molteplici a seconda delle necessità!

 

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